La storia del tornio parte dalla preistoria con l’uso del tornio da vasaio
I primi a utilizzare il tornio furono i vasai della Mesopotamia; per dare una forma regolare ai loro vasi, successivamente furono perfezionati in Grecia e in Egitto tra il 600 e il 300 a. C.. Erano costruiti da un disco che ruotava su un perno mosso dai piedi del vasaio. All’estremità superiore su un piatto veniva collocata la creta da modellare.
Per la tornitura dei pezzi di legno,in epoca classica venne usato il tornio a pertica. La rotazione del mandrino avveniva attraverso una corda avvolta sul mandrino stesso e mossa da una pedana su cui agiva il piede del tornitore e tenuta tesa da una pertica. Il moto di rotazione era però discontinuo (avanti ed indietro). Questo limite richiedeva una grossa abilità da parte dell’operatore, la cui produttività era comunque sempre molto limitata.
Un nostro socio ha ricostruito parecchi esemplari del tornio a pertica, vengono in genere impiegati per dimostrazioni nelle fiere e nei mercatini, ed un esemplare si trova anche esposto al MAV di Aosta.
Per superare il limite della limitata rotazione, in epoca medievale è nato il tornio a puleggia e il tornio a doppio pedale.
Oggi i torni comunemente usati sono motorizzati ed elettronici, anche se sopravvivono torni tradizionali.
Il tornio per legno non si differenzia molto dai torni per metalli, ma la sua struttura è generalmente più semplice e leggera. Il carrello è presente soltanto in quelle macchine destinate a tornire elementi che devono risultare perfettamente cilindrici, come zampe da tavolo, manici e così via. Altrimenti è sostituito da un sostegno spostabile a mano e fissato per mezzo di un bullone sul quale l’operatore appoggia l’utensile mentre esegue la tornitura. Questa viene quindi fatta a mano: ciò è possibile data la morbidezza del materiale da lavorare e permette un completo controllo sulla esecuzione di forme varie e decorazioni. Spesso non è presente neanche il mandrino autocentrante, ma solo un disco forato sul quale il pezzo di legno viene fissato con viti. La contropunta invece è sempre presente, in quanto talvolta si devono lavorare pezzi lunghi o si devono eseguire fori assiali



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